e-book, nuove frontiere dell’inchiostro digitale

Perché uno smanettone ex-sistemista convertito al mondo della salute e del benessere dovrebbe interessarsi ai libri digitali? Il lato geek della questione è chiaro: come sbavo alle recensioni dei nuovi palmari, così mi entusiasmo per le nuove frontiere dell’inchiostro digitale (è proprio il titolo dell’incontro che ho organizzato a Perugia l’11 aprile 2008. Clicca qui per sapere tutto).

Ma l’attrazione per gli e-book reader va ben oltre la passione sfrenata per la tecnologia e per l’ultimo gadget. Qui si entra nell’ambito di questioni più alte che coinvolgono le modalità di diffusione della conoscenza e di propagazione del sapere. Una società che sa di più è in grado di effettuare scelte migliori.

Per capire meglio la portata di quello che si può definire un piccolo terremoto culturale, possiamo portare un esempio relativo a un settore affine, quello della musica. L’avvento di lettori di musica digitale con caratteristiche innovative, facili da utilizzare e venduti a costi ragionevoli, ha portato a una vera e propria rivoluzione nelle modalità di fruizione della musica.

Benché il CD non sia morto (non ancora) milioni di persone hanno comprato un iPod e hanno cambiato completamente il loro modo di ascoltare la musica.

Grazie all’iPod sono successe diverse cose, compresa quella di poter ascoltare musica che non si sarebbe mai acquistata. O di ascoltare musica in momenti in cui non la si sarebbe ascoltata. Ed è successo anche che gruppi musicali che non avevano accesso al mercato discografico sono finalmente riusciti a ritagliarsi una fetta di ascoltatori entusiasti.

I dispositivi di lettura digitali adesso hanno l’opportunità di salvare il mondo dell’editoria, l’ambiente e la nostra società dall’appiattimento culturale.

Ce lo dicono da anni: l’editoria è in crisi. Ma salvarla richiede un intervento drastico.

Il libro è un oggetto che persiste nella sua forma primordiale da secoli. La storia della musica ascoltata grazie a un supporto è storia recente e ha subìto nel suo breve periodo di vita una lunga serie di mutazioni (per cui siamo già abituati a “sopportare” i cambi di formato e la perdita della possibilità di ascoltare i formati perduti – si pensi soltanto al 78 giri: chi può sentirlo più? Solo qualche appassionato collezionista di cimeli).

La storia del libro invece lo vede sostanzialmente immutato e, per molti di noi, immutabile. La sola idea di profanare il rapporto materico tra la scrittura e le pagine stampate a molti di noi sembra un’ipotesi quasi blasfema.

Eppure che cosa succederebbe, in case sempre più piccole, in città sempre più caotiche, con oggetti – libri compresi – sempre più costosi… che cosa succederebbe se, grazie a un dispositivo come un e-book reader di ultima generazione, potessimo conservare gran parte delle letture che ci stanno a cuore in pochi centimetri di spazio? Se potessimo leggerle con la stessa qualità visiva di una stampa tipografica? Se fossimo in grado di portarci dietro decine di volumi senza doverli scegliere, organizzare, trasportare, grazie a un solo apparecchio dal peso di pochi grammi?

Non pensiamo soltanto alla lettura di piacere (ma che bello partire per le vacanze senza il cruccio di dover rinunciare a qualche libro che probabilmente, in un pomeriggio fresco e sereno, sarebbe in grado di spalancarci mondi meravigliosi). Pensiamo anche alle letture che ci servono per lavoro o per studio, alle riviste scientifiche inarrivabili perché pubblicate in altri stati, ai documenti che dobbiamo leggere per prepararci a un esame o a un incontro di lavoro… Potremmo mai portarci sempre dietro tutte quelle relazioni in PDF per poterle leggere in un momento di pausa, per esempio sulla metropolitana o in autobus? Possiamo pensare, noi smanettoni, di avere sempre dietro il nostro computer portatile (per carità, sempre più leggero, capiente e potente, ma pursempre un aggeggio poco ergonomico per la lettura in movimento)?

L’e-book reader ci consente di trasportare in poco spazio tantissime pubblicazioni. Ci permette di leggerle in modo semplice e con una qualità di lettura paragonabile a un testo stampato su di una buona carta riciclata. Ci offre l’opportunità di leggere in situazioni inaspettate. Non consuma le batterie come palmari o portatili, consentendo anche 24 ore di lettura continuativa senza la necessità di essere ricaricato.

Dal punto di vista dell’editoria, inoltre, consente un altro genere di sviluppo. Autori che non trovano sbocco nel mondo editoriale, sempre più legato al marketing e sempre meno alle finalità culturali, avrebbero l’opportunità di autoprodursi con costi accettabili, consentendo al mondo culturale di arricchirsi e di sviluppare le proprie potenzialità. E autori che, pur di sopravvivere (editorialmente parlando) assecondano le limitazioni o le richieste dell’editore, potrebbero permettersi ambiti di piena autonomia in un mercato parallelo, di nicchia ma dalle potenzialità inesplorate.

Penso alla tendenza del web di oggi, che ha messo in evidenza il valore delle nicchie, dei piccoli gruppi di persone fortemente motivate, contrapposti al mercato di massa che i mezzi di comunicazione di massa e i prodotti di massa cercano di omogeneizzare con messaggi e prodotti medi (o mediocri) che possano andare bene per tutti. A discapito di qualità e a detrimento di ogni sostanza culturale.

L’e-book ha le carte in regola per fare il suo onesto lavoro di salvatore della cultura universale. Il costo degli apparecchi è destinato a scendere in poco tempo. Le modalità di vendita sono destinate a cambiare (immagino un’evoluzione paragonabile a quello che adesso è uno dei modi di vendere il telefono cellulare: non compri un telefono ma un abbonamento a un servizio che include il comodato d’uso dell’apparecchio). I contenuti potranno soddisfare le curiosità di piccoli gruppi fortemente interessati ad argomenti molto specifici (esperti di marketing, lo sapete anche voi che questo è un valore). Lungi dall’auspicare una società del “tutto gratis per tutti,” sarà certamente possibile pensare che una grande fetta dei contenuti al di fuori del diritto d’autore (ma anche quelli pubblicati nella modalità creative commons secondo il concetto del copyleft – guardate che ci sono fiorfiore di romanzi liberamente scaricabili!) sarà disponibile gratuitamente.

Capiterà così una cosa fenomenale: si leggerà di più. Si leggeranno cose migliori. Si potranno leggere documenti ai quali sarebbe stato altrimenti difficile accedere (perolomeno comodamente). Il livello culturale della nostra società crescerà.

Come per la musica, il mercato tradizionale non morirà. Dopo aver letto un libro digitale che ci piace da morire, ne compreremo una copia cartacea da regalare a un amico che non ha il reader (o la compreremo per noi stessi, così come accade a volte per i CD – prima scopro un musicista scaricandolo dal web e poi corro a comprare, digitali o meno, tutti i suoi lavori).

Le librerie non chiuderanno. Come non hanno chiuso i fotografi o i negozi di dischi. Ma si adegueranno. Immagino distributori di ebook nelle nostre librerie del cuore, dove arrivare con il dispositivo in mano (o con una scheda o senza nulla, che la scheda ce la daranno loro) e scaricare per pochi euro blocchi di libri – per genere, per autore, per parola nel titolo, per argomento trattato… “Mi scarichi sul mio iLiad tutti i libri che parlando di web 2.0, grazie.”

Se mi sono appassionato a questo argomento tanto da inserirlo tra le mie attività di business è perché credo che diffondere i dispositivi per la lettura digitale servirà a diffondere la cultura. Compresa quella fetta di cultura che mi sta a cuore per questioni di salute e di lavoro.

Chiederò ai medici che conosco di scrivere monografie da vendere a pochi euro sul sito. E loro le scriveranno non solo perché offriranno loro l’opportunità di una grande visibilità, ma anche perché pur vendendole, per esempio, a 5 euro a copia, consentirebbero loro di guadagnare le stesse cifre (ma anche molto di più!) rispetto a quello che guadagnano adesso con l’editoria tradizionale. Pensate che nella catena di ideazione produzione promozione distribuzione di un libro, un volume dal costo al pubblico di 17 euro porta all’autore 1 euro di guadagno. Su un oggetto che si vende a 5 euro, l’autore ne potrebbe guadagnare 2 o anche 3!

La diffusione dei libri digitali quindi può portare soltanto benefici. Adesso che gli schermi riproducono con grande fedeltà l’esperienza di lettura della carta (non sono retroilluminati e si leggono PERFETTAMENTE alla luce del sole), l’unica cosa da aspettare è che i prezzi, nei prossimi due o tre anni, calino drasticamente.

Il prezzo sarà giusto quando sarà intorno ai 300 euro per un prodotto top (che consenta di leggere, scrivere e ascoltare) e tra i 100 e i 150 euro per un prodotto base. Considerando che adesso uno dei più bei lettori in commercio (Cybook) costa 339 euro, non siamo tanto lontani dal giorno in cui tutti potremo comprarci un e-book reader.

Siete in grado di immaginare quanti milioni di tonnellate di carta potrebbero essere risparmiati grazie a questa piccola rivoluzione? Già adesso qualcosa sta succedendo, nel passaggio dalla lettura dei quotidiani su carta alla lettura sul computer o sui dispositivi mobili (palmari e telefoni mobili).
E l’e-book reader consuma addirittura meno energia di un cellulare!

Marco di supersalute.com

Una Risposta to “e-book, nuove frontiere dell’inchiostro digitale”

  1. […] maggior parte dei concetti è ben spiegata nell’articolo E-book, nuove frontiere dell’inchiostro digitale. In estrema sintesi, supersalute.com si interessa al mondo dei dispositivi per leggere i libri […]

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