web a web su Mogulus, seconda puntata (primarie per i bloggers?)

@CatepolDomenica 2 marzo 2008, ore 22.00. Secondo appuntamento domenicale con la chiacchierata in diretta su Mogulus.
La “trasmissione” (ma non chiamiamola così sennò si arrabbiano) è stata seguita da oltre 50 persone, con picchi intorno ai 60 videospettatori, lurkers, guardoni, chiamateli come vi pare ma non telespettatori (sennò si arrabbiano di nuovo). :-)

Che cosa è successo nei 40/50 minuti di chiacchiere è difficile a dirsi. Raccontato può sembrare niente: si è seguito lo strascico della chiacchierata di domenica scorsa sulla trasmissione di Bruno Vespa, i bloggers, la disinformazione, i giornalisti… Se si può trovare un tema centrale nello scambio di opinioni che dalle 22 in poi ci ha tenuti incollati allo schermo (con un interesse e una partecipazione impossibili in un qualsiasi talk show televisivo), possiamo indicare come punto focale la lettera aperta di Stefano Quintarelli a Bruno Vespa firmata da un piccolo gruppo di imprenditori, giornalisti e blogger.

@StefignoSebbene a tentoni, tra problemi tecnici e grandi assenze (Stefano Quintarelli in primis), un punto chiave riguarda l’impossibilità di rappresentare i blogger e l’arbitrarietà della posizione di Stefano Quintarelli.

Quello che rimproverano a Quintarelli è di aver preso una posizione in nome e per conto dei bloggers, quando qui si afferma invece che nessuno può dire qualcosa in nome e per conto dei bloggers perché:

  1. Sono irrimediabilmente individualisti e molti di loro scrivono un blog proprio per non leggere quelli degli altri.
  2. Non sono rappresentabili univocamente in quanto a loro volta parte di gruppi troppo eterogenei per poter trovare una rappresentanza condivisa.

@gigicogoPur elogiando il contenuto della lettera di Quintarelli in molti si sentivano coinvolti in un’invettiva comune senza essere stati interpellati. E questo, a un universo di protagonisti principali (ciascuno è il re del proprio blog) ha dato un gran fastidio.

Chiaramente non condivido questo punto di vista, perché, letta la lettera di Stefano Quintarelli, quello che capisco è che rappresenta il suo punto di vista personale e quello dei co-firmatari e non si pone come manifesto per tutti i bloggers. E, sia detto per inciso, il punto di vista personale di Stefano Quintarelli è quello di uno che ha vissuto l’Internet italiana dalle origini a oggi. E molte cose ha visto e di molte è stato protagonista in prima persona.

Altro vezzo che mi sento di contraddire è quello della non rappresentabilità dell’universo dei bloggers e in generale di chi vive intensamente il mondo della rete. Ci sono punti chiave sui quali tutti noi potremmo trovarci in pieno accordo.

@felterPrendiamo il caso della diffusione capillare della connettività a banda larga per annullare il digital divide nel nostro paese. C’è qualche blogger che ha qualcosa in contrario sul fatto che tutti gli italiani affini ai suoi deliri quotidiani possano leggere le sue elucubrazioni? Non credo.

Sostenere una politica di sviluppo del web e degli strumenti digitali partendo dalla formazione permanente del mondo docente, per esempio, per arrivare all’ammodernamento dell’infrastruttura e dei programmi scolastici, può trovare in disaccordo qualche tossicomane del social cazzegging? Non ne vedrei il motivo!

Una piccola ma corposa lista di punti chiave per lo sviluppo degli strumenti che noi usiamo tutti i giorni sarebbe certamente condivisibile da un grande fetta del “mondo dei bloggers” – come lo chiamano (male) in tv. Non basta questo per poter dire che ANCHE NOI, nel nostro variegato individualista bipartisan mondo digitale, possiamo organizzare una nostra rappresentanza che non si occupi di massimi sistemi ma soltanto di portare avanti idee e proposte per il miglioramento del settore che ci sta più a cuore?

Secondo me non solo questa rappresentanza si può esprimere. Ma sono dell’idea che DOVREMMO ASSOLUTAMENTE trovare il modo di esprimerla. Quindi non sono tanto per parlare a lungo dell’opportunità ma piuttosto dell’obbligatorietà di trovare un modo per puntare i riflettori su alcune esigenze chiave del mondo nel quale ci muoviamo.

Con l’obiettivo di individuare ed esprimere rappresentanti autorevoli e in qualche modo INVESTITI D’AUTORITA’ dal magma informe dei bloggers, per non trovarci invece a veder cavalcata l’onda della comunicazione da qualche pirata legato a qualche specifico gruppo (che si tratti di gruppi di potere economico o politico o associativo poco importa, ma non riguarda noi).

Io sono quello degli esempi concreti. Mettiamo che siamo in grado di definire che 10 persone, bloggers che godono della stima di gran parte di noi, vengono in qualche modo indicate come referenti e punto di incontro tra il mondo dei bloggers e il mondo della comunicazione tradizionale, ciascuno per un settore di competenza. Se deve andare da Bruno Vespa qualcuno che possa tener testa alla trasmissione, lasciamo che ci vada un funzionario della Telecom che racconta quello che gli pare a vantaggio della sua azienda oppure preferiamo che ci vada qualcuno che parli di una lista di temi ritenuti da tutti noi INDISPENSABILI e “votati” con gli strumenti che solo noi siamo in grado di utilizzare per esprimere una reale e rivoluzionaria democrazia partecipativa?

Mentre noi stiamo qui a chiacchierare, argomenti che ci riguardano da molto vicino, come le licenze per il WiMax e un sacco di altri temi cruciali vengono trattati e risolti da entità lontane ANNI LUCE dalle nostre esigenze.

Davvero vogliamo continuare a lasciare in mano gli strumenti che usiamo tutti i giorni a chi non ha idea di come si usino e del motivo per cui centinaia di migliaia di persone li ritengono indispensabili?

Io sarei piuttosto per tirarmi su le maniche e fare qualcosa di concreto. E lo scherzo che è affiorato in chat durante la chiacchierata su Mogulus, non lo trovo tanto assurdo: se ideassimo un metodo per realizzare LE PRIMARIE dei nostri rappresentanti? L’obiettivo, secondo me, non è quello di individuare un rappresentante assoluto, ma un pool di esperti che abbiano la voglia (e il tempo!) di mettersi in gioco e di farsi portavoce di un mondo caotico, magmatico e multiforme come quello dei bloggers.

Si può fare?

Una divertente nota finale sulle facce in video. Come potete vedere dalle schermate che ho catturato e inserito nel post, l’unica capace di inquadrarsi come si deve sono @Catepol e @felter. :-) Gli altri sono troncati dalla striscia delle didascalie in sovrimpressione. Su su, la prossima volta studiate bene l’inquadratura, e guardate in cam, così vi vediamo bene in faccia!

Marco di supersalute.com
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guardami (test) su www.mogulus.com/supersalute

4 Risposte to “web a web su Mogulus, seconda puntata (primarie per i bloggers?)”

  1. Grazie per aver apprezzato la mia “inquadratura”.
    Peccato il mio intervento praticamente si sia concluso li. :D
    E’ un discorso ampio quello che si sta facendo. Non è vero che non si vogliono rappresentanti come non è vero che Quintarelli abbia sbagliato.
    Solo che cosi si vede solo una parte del problema.
    Sto cercando di fare alcuni post, perchè uno lungo diventa illeggibile, per dire la mia.
    Spero di sentirti…

  2. Ciao Roberto, forse non hai seguito la chat: erano in molti a ripetere NON POSSIAMO ESSERE RAPPRESENTATI e dai chiacchieratori domenicali la risposta era spesso SI, AVETE RAGIONE, NON SIAMO RAPPRESENTABILI, PERCHE’ SIAMO INDIVIDUALISTI E IMPERATORI DEI NOSTRI BLOG.
    Che non sia vero lo so bene. Così come so bene che non è vero che Quintarelli ha sbagliato.
    Nel mio intervento ho riportato le impressioni di un webspettatore che ha seguito l’incontro e seguito la chat e ha vissuto l’esperienza così come l’ho descritta.
    Forse l’idea di fare piu’ post non e’ male. Hai ragione. La prossima volta ci provo anche io.

  3. Ecco il link che mi avevi chiesto: http://www.live.yahoo.com/
    Lo abbiamo provato con Stefigno ed altri e sembra funzionare bene ed ha la splendida caratteristica di permettere a più persone di stare in cam insieme.
    Si è dimostrato piuttosto stabile.

  4. Eh eh , non vedevo cosa era inquadrato, quindi sono andato a casaccio :P

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