Wobsite X5, creare siti in modo facile (recensione)

Posted in Software, web 2.0 with tags , , on martedì 10 novembre 2015 by Marco Morello

La mia società, non è un mistero, si occupa di comunicazione. Io seguo soprattutto le attività di comunicazione digitale e mia moglie mi affianca sugli stessi argomenti e in più si occupa anche delle attività di media relations tradizionali, benché ormai il confine sia talmente labile che ci troviamo spesso in situazioni sovrapponibili.

Dico sempre che mi occupo di comunicazione digitale e non dico che realizzo siti web (che è quello che faccio) perché per il mio approccio e nella mia esperienza creare un sito è solo una parte di quello che serve alle aziende per stare nel mercato in modo efficace – ed emergere.

Realizzare un sito è un’attività che concentra temi che riguardano la comunicazione d’impresa, la tecnologia, il design…

In ogni caso, fare un sito web è anche una cosa molto pratica, in cui, posto che qualcuno abbia pensato ai temi “alti” di quello che si vuole dire, a chi lo si vuole dire e in che modo glielo si vuole dire… poi l’attività dello sviluppo ha molto dell’artigianato digitale.

Realizzare un sito, oggi, non è una cosa difficile. Ci sono molti strumenti che ci facilitano in questa operazione. Molti di questi strumenti sono online. Prevedono l’attivazione di un account online su qualche piattaforma e l’implementazione del sito stando collegati a Internet.

Le piattaforme di authoring tradizionali, invece, quelle che da sempre i programmatori e gli sviluppatori usano per realizzare i siti, sono software che si installano sul computer e che si possono utilizzare anche senza una connessione a Internet. Consentono di realizzare un sito in locale, sul proprio hard disk, per poi caricarlo online quando è completo o quando ne si vuole testare il funzionamento in modo completo.

Mentre le piattaforme online sono basate sul concetto “scegli il template e realizza in pochi click il tuo sito”, i tradizionali software di authoring sono adatti ai professionisti che sanno costruire un sito dalla base.

WebsiteX5 è un ibrido.

E’ un software che si installa sul computer e ci consente di realizzare un sito in locale, sul nostro hard disk, ma è anche una piattaforma ricca di template, strumenti già pronti all’uso e soprattutto una libreria di oltre 400mila immagini royalty free alla quale possiamo attingere per creare siti d’impatto senza arrischiarci a “prelevare” senza autorizzazione immagini trovate sul web.

La libreria di immagini utilizzabili gratuitamente è disponibile in tutt’e tre le piattaforme (da quella che costa 19,99 euro a quella che ne costa 199) mentre alcune funzioni più interessanti per gli “utenti evoluti” sono concentrate nella versione Website X5 Professional 12, come l’APP FeedReady che consente di creare una app da pubblicare su AppStore (Apple) o su PlayStore (Android) che ti permetterà di diffondere i tuoi contenuti anche con un’app di facile realizzazione.

Dal punto di vista della personalizzazione dei siti, oltre alla scelta tra un migliaio di template (per le versioni da 69 e 199 euro) anche ogni singola pagina può essere organizzata in modo personalizzato e anche molto complesso, inserendo elementi “pro” senza dover scrivere una riga di codice (aggiungere un form di contatto è una faccenda di drag’n’drop).

Gli utilizzatori più esigenti, però, in grado di smanettare con HTML, CSS e Javascript, potranno aggiungere codice creato da loro, per realizzare il progetto esattamente come desiderano, intervenendo eventualmente per modificare in piena autonomia le comode soluzioni “preconfezionate”.

Con un po’ di studio e di prove e dedicando al software un po’ di tempo di approfondimento è possibile realizzare siti dall’aspetto professionale, ricchi di strumenti interattivi e anche pienamente responsive, ovvero correttamente visualizzabili sia su smartphone sia su tablet.

Ma per i meno esigenti che hanno la necessità di andare online in fretta con un sito semplice e senza grandi pretese, anche senza studiare un granché si riesce a realizzare in meno di un’ora un sito in grado di funzionare correttamente – da subito – su qualsiasi display.

Incluso nell’acquisto del software c’è anche un anno di servizio di hosting gratuito, da scegliere in una rosa dei più diffusi servizi di hosting europei. E inoltre si ha sempre a disposizione un portale per l’assistenza, nella propria lingua, che ci consente di ottenere aiuto e risposte sia da un sistema di FAQ sia da un forum sia (molto interessante) dalla loro fanpage di facebook, dove postano suggerimenti, tutorial e anche vere e proprie risposte per chiarire il funzionamento del software.

Conclusioni

Se sei uno sviluppatore esperto o se hai costruito la tua professionalità approfondendo la conoscenza o dei CMS più diffusi o dei software di authoring delle note software house del settore, forse Website X5 non ti cambierà la vita. Ma avere uno strumento che realizza in pochi passaggi codice HTML responsive credo che possa essere di aiuto anche per i professionisti che vogliano abbreviare i tempi di sviluppo. Se però sei alle prime armi e vuoi un software che ti consenta da un lato di attingere a una grande biblioteca di template, immagini, icone, tools e dall’altro di intervenire per un ottimo livello di personalizzazione (con la possibilità di inserire in modo ridicolmente semplice form, area login, commercio elettronico) la cosa giusta da fare è scaricare Website X5 e provarlo (CLICCA QUI per scaricare la copia da provare).

Ecco un po’ di schermate:

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Marco Morello di Web Genitori
Buzzoole

Getty Images rende disponibili alcune immagini a titolo gratuito, per noi blogger

Posted in bloggers, contenuto generato dagli utenti, web 2.0 with tags , , on venerdì 7 marzo 2014 by Marco Morello

La notizia sta spopolando sui blog di tutto il mondo e vorrei fare un po’ di chiarezza. Non è vero che Getty Images ha reso disponibile gratuitamente per i blogger tutto il suo catalogo di immagini, come molti blog stanno dicendo in un forsennato tamtam di copia e incolla dai blasonati Centri Di Informazione Universale Americani.

Getty ha messo a disposizione solo ALCUNE immagini. Non si sa nemmeno quante e quali. Ho appena telefonato all’azienda e la gentilissima signorina che mi ha risposto al telefono mi ha spiegato che non tutte le immagini hanno questa possibilità e non si sa quante siano le immagini con il magico pulsantino per la condivisione (vedi sotto). Getty Images, inoltre, per ora non fornisce alcuno strumento per trovarle.

Il catalogo di Getty Images è enorme. Milion di fotografie. Decine o centinaia di fotografie relative allo stesso soggetto. Se cerchi una foto di un kiwi da utilizzare nel tuo blog di ricette, dovrai aprire tutte le foto per trovare quella che sia possibile pubblicare legalmente e gratuitamente sul tuo sito.

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Clicca sull’immagine per vedere bene i particolari.

Quindi buona ricerca e buona fortuna.

Speriamo che presto Getty Images metta a disposizione un ulteriore filtro di ricerca per individuare solo le immagini con questa caratteristica, per rendere il lavoro dei blogger più facile e incrementare l’efficacia di questa nuova politica di “apertura” verso il web 2.0.

Marco Morello di supersalute.com

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Klout

Posted in web 2.0 on giovedì 26 aprile 2012 by Marco Morello

KloutHo scritto un piccolo post su KLOUT e sulla web reputation.

Anche se le valutazioni meramente numeriche mi sembrano insufficienti per poter definire la reputazione di un soggetto sul web, sono pursempre un punto di partenza.

Chi vuole approfondire il tema e commentare, trova qui di seguito l’articolo su Klout

Marco Morello di supersalute.com

L’invidia del network (ovvero L’economia della gratitudine)

Posted in social networking with tags on mercoledì 9 novembre 2011 by Marco Morello

Non l’hai avuta anche tu un’idea dellamiseria che non hai saputo come realizzare e che qualche tempo dopo qualcuno ha realizzato facendoci un sacco di quattrini?

Io sì. Sono una fucina di idee inespresse. Nel 2001 ho realizzato un sito per bambini che con un po’ di slancio poteva diventare Pet Society. Ho ideato una piattaforma per fare le donazioni alle onlus che Unicredit Banca ha realizzato da poco (ilmiodono). Ho abbozzato la trama (ma non così perfetta) del serial TV Dexter. Solo per citarne alcune. La cosa seccante è che non solo mi mancavano i soldi per realizzarle, quelle idee. In alcuni casi non servivano soldi. Mi serviva invece il supporto di qualcuno che, per mentalità e approccio, sapesse indicarmi i passi per organizzare quelle idee e trasformarle in un progetto presentabile. Che fosse un po’ manager e un po’ coach. Che avesse chiaro a chi presentare le cose e che cosa dirmi per farmele tirare fuori dal cervello in modo chiaro e convincente.

Adesso mi accorgo che con le persone che mi circondano faccio questo: il manager e il coach. La mia assistente ha delle straordinarie doti musicali. Le spiego che cosa deve fare per trasformarle in qualcosa di più che un hobby. Certo, poi la mia assistente, che è bravissima, se ne andrà in giro per il mondo a esprimere la sua dote (e io dovrò cercarne un’altra). Però quando si raggiunge una qualsiasi maturità in qualche campo, quando l’esperienza ti ha creato un ventaglio di competenze spendibili anche fuori dall’ambito strettamente economico e professionale, non c’è cosa più bella che sostenere le belle idee e la creatività, alimentare i sogni.

Dirai: e a me? A te voglio dire che mi sono stufato dei sogni nel cassetto. Delle idee che si perdono per strada. Voglio trovare un modo per mettere insieme forze e cervelli per aiutarci a sviluppare le nostre idee al di fuori delle spietate regole commerciali. Ciascuno di noi lavora per vivere. Poi dedica del tempo alle proprie passioni. Mi piacerebbe dedicare del tempo a una delle mie passioni: far nascere e crescere le passioni altrui. Sviluppare il potenziale.

E vorrei trovare qualcuno che, come me, vuole fare lo stesso. Per aiutarci vicendevolmente, come possiamo, barattando competenze, condividendo realmente (e non per finta con la pressione di un pulsante) esperienze e sapere.

In quest’epoca tanto difficile per le persone e per le imprese, creare una rete di cervelli pronti a sostenersi l’un l’altro senza l’immediato fine di lucro, per me sarebbe meraviglioso.

Tu vuoi o puoi partecipare? Hai gruppi di persone che già fanno questo da segnalarmi?
Ci sono progetti che per la loro natura e le loro potenzialità non sono certamente di interesse per entità come Working Capital di Telecom Italia che si aspetta di partecipare ad attività in grado di generare profitti significativi. Ma un progettino in grado di generare 50mila euro all’anno, che sono lo stipendio di una persona, a quella persona può interessare eccome. Aiutarla a realizzarlo per ottenere, nel breve periodo, anche un rimborso per il proprio impegno, per me è una buona scommessa.

Per qualcuno regalare tre ore di lavoro può essere una bazzecola. Chi riceve in regalo quelle tre ore può invece trovarsi improvvisamente catapultato in una nuova vita. Migliore. Grata. Ed esercitare al meglio la propria gratitudine per quelle tre ore di dono inaspettato.

Mi piacerebbe un’economia della gratitudine, per lanciare progetti e partecipare al miglioramento della vita di ciascuno di noi.

Non so perché, ma non mi sembra un sogno irrealizzabile.

Marco Morello di supersalute.com

Libri, internet e l’anima gemella

Posted in libri, web 2.0 on giovedì 9 luglio 2009 by Marco Morello

Preso nella reteNon fraintendiamoci, il titolo serve a dare un’idea di massima, ma la sostanza di questo libro va ben oltre.

E’ vero. In questo libretto simpatico leggero veloce gustoso dei maestrini per caso Mafe e Vanz, ci sono tutti gli ingredienti per un’ottima lettura estiva da utilizzare come spunto di riflessione e punto di partenza per chi vuole avvicinarsi al mondo della rete con le idee chiare e un obiettivo tangibile: accoppiarsi.

Posto che l’argomento, grosso modo, è proprio questo, Preso nella rete di Mafe de Baggis e Luca Vanzella è però un vero e proprio manuale d’uso del web 2.0. Perseguedo la nobile causa di aiutarci a trovare l’anima gemella per tutta la vita o la compagnia per un’avventura sapida e senza impegno, i due maestrini si trovano però a raccontarci il web così come è oggi, tra social network, software, siti specializzati e strumenti vari. Si cerca l’anima gemella e nel frattempo si capisce a che cosa servono un sacco di aggeggi digitali.

Mafe e Vanz si impegnano a spiegarci il dove e il come delle relazioni che partono online e – se lo si desidera – procedono al di fuori del web, raccontandoci un meraviglioso mondo di strumenti digitali, tutti a portata di click.

Il messaggio di speranza del libro potrebbe essere questo: “Sei single e non ti va? Oggi hai una miriade di strumenti per uscire dalla tua singolitudine.” Con una nota ben chiara: il web non è diverso dalla vita reale. Le cose succedono solo se ci comportiamo come si deve, se rispettiamo gli altri ma, soprattutto, se amiamo noi stessi.

Quindi amiamoci, acquistiamo il libro e giù a leggere sotto l’ombrellone. Poi la sera tutti a sperimentare le nuove cose imparate di giorno. Basta poco per registrarsi alla miriade di servizi gratuiti, aprire un blog, un account di Twitter, un profilo di Facebook, installare un software. Nel libro viene spiegato come fare. Lo scopo di Preso nella rete è portare chiunque lo desideri a crearsi un’esistenza online in grado di aiutare nella ricerca dell’anima gemella.

Ma anche i più sprovveduti potranno capire che in questo libro, con la scusa dell’accoppiamento, c’è materia per capire l’Internet dei giorni nostri e trarne beneficio, che si cerchi un fidanzato, un cliente, un gruppo di supporto, una combriccola di amici con cui organizzare gite in moto.

E se per caso si è felicemente fidanzati o sposati e il partner dovesse lamentarsi del fatto che state leggendo un libro per trovare l’anima gemella, rassicuratelo (coccolatela) e ditegli che siete fortunati, che avete già tutto quello che vi serve, che la vostra vita è splendida e spiegate che state imparando a gestire un account di Facebook per sostenere l’attività del vostro sito di e-commerce. Poi regalate una scatola di marron glacées e tornate alla vostra sdraio a leggere.

Marco Morello di supersalute.com

Samsung Galaxy: be a geek, be a guide

Posted in web 2.0 on lunedì 29 giugno 2009 by Marco Morello
Diventa Galaxy Master

Diventa Galaxy Master

Sei uno smanettone logorroico che impazzisce per l’ultimo smartphone Android, legge 20 blog tecnologici con il suo inseparabile Google Reader e tiene un numero spropositato di blog tematici, tutti legati alla tecnologia e a qualche altra passione inconfessabile? Allora siamo fratelli. E il nostro modo di intendere il web (puro stile 2.0, dove siamo noi a generare i contenuti e a leggere contenuti generati da altri utenti) sta per essere premiato.

Se ci assomigliamo così tanto, dobbiamo certamente partecipare entrambi alla “gara” per diventare beta tester dei prossimi smartphone Samsung.

A parte gli appassionati del costossissimo ferrovecchio della mela morsicata, ricco di gadget “indispensabili” tipo “appanna il vetro e scrivi TI AMO”, “smuovi i pesci nella vasca” o “suona l’ocarina”, il resto del mondo sa che Samsung sta sfornando ottimi pezzi di tecnologia all’avanguardia, a costi decisamente più ragionevoli.

Visto che la sostanza c’è e che la forma (intesa come design) è anche lei al suo posto, quello che ci vuole adesso è un po’ di marketing virale e la devozione di centinaia di migliaia di geek votati alla causa.

Samsung propone quindi una sfida tra geek verbosi ed entusiasti, per consentire ai più smaliziati di ottenere il privilegio di diventare BETA TESTER per i suoi nuovi smartphone e ottenere un Galaxy i7500, che con la sua qwerty, lo schermo amoled da 3,2 pollici e il sistema operativo Android 1.5 è LO strumento per l’Internet mobile. Prima di partecipare puoi leggere il regolamento.

Sei pronto? Io ho già compilato il form.

Marco di supersalute.com

Badhap, per condividere le proprie disavventure quotidiane

Posted in social networking, web 2.0 with tags on sabato 20 giugno 2009 by Marco Morello
badhap.com

badhap.com

Avete scoperto che la vostra fidanzata se la intende con il vostro migliore amico? Vi è caduta una bottiglia d’olio in cucina? Avete abbattuto un paletto durante un parcheggio? Avete detto che la profesoressa di matematica ha l’alito pesante (e lei era dietro le vostre spalle)? Vi si è rovesciato un bicchiere di Chinò sulla tastiera del computer portatile? Avete infilato in borsa una bottiglietta d’acqua senza il tappo?

In molti di questi casi sfogarsi con qualcuno può essere utile (visto che il cellulare e la compatta digitale in borsa sono ormai volate nel Paradiso dell’Elettronica di Consumo, avremo almeno il conforto degli amici). Il posto giusto per riversare la propria frustrazione e trasformarla in un documento che migliaia di persone leggeranno dicendosi “Per fortuna io non sono questa persona!” è badhap.com.

Se avete avuto una giornata no e vi siete sentiti i più sfortunati del pianeta, andate a raccontare la vostra storia su badhap.com. Potreste diventare la “FELICE DI NON ESSERE TE” PERSONA DELLA SETTIMANA.

Marco di supersalute.com

[grazie a geekissimo]

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