Rendere sicura la rete locale (LAN)

Pubblicato su Tecnologia il Domenica 6 Luglio 2008 da supersalute

da 3sulblog

Grazie a BILBO di 3sulblog.com un articolo vitale per tutti noi che utilizziamo massicciamente la rete globale, senza preoccuparci troppo - a volte - della nostra rete locale…

La sicurezza della LAN domestica è molto importante. Nessuno di noi vuole che il vicino si veda tutti i documenti condivisi sul nostro PC, oppure ci consumi la banda gratuitamente. Adesso vi spiego tre trucchi per rendere la vostra rete protetta, da non permettere a nessuno di collegarsi ad essa.

Le tre cose che dovete fare sono: spegnere la trasmissione SSID (SSID Broadcasting - Service Set Identifier), regolare gli indirizzi in base al MAC(indirizzo fisico) e consentire la crittografia (Encryption). Per fare queste cose dovete andare alla pagine delle impostazioni del router. Potete accedere a questa pagina direttamente dal vostro browser. Aprite il vostro browser e digitate 192.168.1.1 (questo dovrebbe essere l’indirizzo standard del vostro router; se avete cambiato questo indirizzo dovete digitare quello immesso da voi). A questo punto vi trovate davanti ad una pagina che vi chiede uno username e password. Le impostazioni predefinite sono: username = admin e password = password o admin. Naturalmente vi consiglio di modificare queste informazioni una volta entrati dentro.

Come spegnere la radiodiffusione SSID (SSID Broadcasting)

Adesso dovreste trovarvi nella pagina iniziale delle impostazioni del vostro router. Prima di spegnere la radiodiffusioni SSID vi volevo spiegare una attimo cosa stiamo andando a disabilitare.

Il SSID è il nome della nostra rete Wireless che viene trasmessa di default. Questo nome naturalmente è necessario ai dispositivi affinché questi si connettano ad essa. Disabilitando questa opzione noi nascondiamo la presenza della nostra rete che è di fondamentale importanza per un dispositivo per la connessione alla rete

Per disabilitare questa impostazioni andate su Impostazioni Avanzate Wireless e deselezionate la casella “Enable SSID Broadcasting”. E questa l’abbiamo fatta.

Abilitare il Filtraggio tramite il MAC Address

Che cosa è il MAC Address o Indirizzo MAC? L’indirizzo MAC è un indirizzo fisico che viene assegnato in modo univoco a ogni scheda di rete prodotta in tutto il mondo. Andiamo ad abilitare questa funzione.
Nella pagina di prima troviamo anche un pulsante con la scritta “Setup Access List”. A questo punto vi apparirà una finestra che vi permetterà di aggiungere l’indirizzo MAC di tutti i dispositivi che si desidera connettere alla rete. Per tutti coloro che non sanno dove trovare l’indirizzo MAC della scheda di rete:

Premete il pulsante di Windows(quello con la bandierina di Windows) e contemporanteamente premete il carattere R, Win+R. Nella finestrina che si apre dovete scrivere cmd e poi Invio. Nella finestra che vi si apre dopo dovete inserire questa stringa “ipconfig/all” e poi andare a vedere sotto la voce Indirizzo Fisico l’indirizzo MAC della vostra scheda di rete

Abilitare Crittografia

Il passo successivo è quello di abilitare la crittografia. Andate sulle Impostazioni Wireless. Qua dentro dovete vedere delle opzioni di sicurezza. Potete scegliere tra due algoritmi di crittografia per la rete WEP o WPA. A questo punto dovete immettere una phassphase per generare la vostra chiave di sicurezza. Questa chiave di protezione sarà la password per tutti i dispositivi per avere accesso attraverso il vostro router.

Facendo queste cose descrtitte in questo posta la vostra rete acquisisce una grande sicurezza. Potete stare tranquille che nessuno si collegherà tramite il vostro router su internet e nessuno mai vedrà tutte le cose condivise sul vostro PC.

Nokia Sports Tracker, per il tuo live blogging

Pubblicato su web 2.0 con i tag, , , , , , , , , , , , , , il Mercoledì 11 Giugno 2008 da supersalute

Sports TrackerOrmai l’abbiamo capito: le parole chiave della next big thing che esploderà sul web (e ovunque) sono mappe, geotagging e condivisione.

Al press tour di Nokia ci hanno presentato il mix esplosivo in grado di catapultare chiunque (e subito) in questo nuovo mondo in cui realtà virtuale e vita reale si mixano e arricchiscono vicendevolmente, per costruire nuovi tipi di esperienze o nuove modalità per condividere le informazioni, alimentando il lifestreaming di ciascuno di noi con nuove interessanti funzioni.

Se fino a oggi era possibile scattare foto, caricarle su Picasaweb e poi trascinarle su una mappa per indicare la località in cui era stato effettuato lo scatto, adesso ci pensa il cellulare (con fotocamera da svariati megapixel incorporata) a fare tutto da sé, compreso l’upload con un solo click.

Aggiungendo al telefono mobile (”telefono” l’N82?) un ricevitore GPS e Nokia Sports Tracker, un software in grado di mettere insieme tutte le informazioni (percorsi, altitudine, tempi, collegamenti con ogni contenuto creato in relazione alla posizione spaziale) e rendendo semplice e immediata la condivisione tramite il sito sportstracker.nokia.com, Nokia ha creato uno strumento che, seguendoci nel nostro percorso (a piedi, di corsa, in auto, in moto, in bici…) registra su ogni contenuto generato (video, audio, foto, annotazione testuale) la posizione in cui il contenuto è stato prodotto. Quello che viene generato è un percorso tanto più dettagliato e ricco quanti più contenuti abbiamo prodotto nel suo svolgersi.

Al termine della nostra passeggiata, corsa, gita, viaggio, potremo caricare online l’esperienza sul sito di Sports Tracker e condividere tutto. La prima cosa che mi viene in mente è che non dovrò più spiegare quale giro ho fatto per andare a fotografare un certo panorama: mi basterà uploadarlo al termine della mia gita, con tanto di foto, annotazioni vocali ed eventuali messaggi e tutto sarà disponibile per amici, parenti e sconosciuti già pochi minuti dopo la mia esperienza.

Penso anche agli appassionati di biking che si avventurano in bicicletta per chilometri, scoprendo nuovi itinerari o calcando quelli noti, ma arricchendo i loro viaggi di esperienze del tutto personali. E i riders, che cavalcano motociclette gigantesche attraversando il mondo come centauri, potranno diventare profeti del turismo su due ruote semplicemente condividendo i loro tragitti, che chiunque (o solo i contatti selezionati) potrà ripercorrere alla ricerca di emozioni sempre nuove e condivise.

Siamo di fronte quindi a una piccola rivoluzione del web 2.0 (che si tratti già del 3.0?). Dove la vita reale può essere trasferita nel mondo virtuale senza dover più interagire molto con mezzi informatici complicati. Dove essere in un posto (offline e online) sarà la stessa cosa, perché possiamo far sapere a chiunque che, proprio adesso, ci troviamo in riva al mare, a Monterosso, e ci stiamo spostando verso Vernazza dove prenderemo l’aperitivo. Basta avere un N82, un N78 o un NSeries di ultima generazione.

Amici nei paraggi, guardate le foto che ho scattato dal mio tavolo a Vernazza e poi raggiungetemi qui, che si sta benissimo!

Marco di supersalute.com

[RUNNING - Se sei un runner forse ti interesserà anche la versione per runners di questo stesso articolo, dove analizzo meglio le funzioni di Nokia Sports Tracker in relazione a chi lo usa per lo sport]

[NOKIA - Se invece sei un fan sfegatato di Nokia e del blogging ubìquo, forse ti interessa di più il progetto Urbanista Diaries]

[FOTO - Se vuoi, infine, puoi vedere le foto che ho scattato tra Monterosso e Vernazza nel corso del Press Tour con la mia macchina fotografica]

MyBlogJournal (voglio un invito!)

Pubblicato su web 2.0 il Venerdì 25 Aprile 2008 da supersalute

Da downloadblog.it (lo ammetto, tra i miei blog preferiti) una notizia sull’imminente GIORNALE DAL BASSO MyBlogJournal. Ne leggo con trasporto perché un progetto del genere, molto wiki ma con un modello di business che porta a retribuire i bloggeristi (neologismo inventato al volo per indicare i blogger giornalisti - ma se preferite li chiamiamo giornalogger) rischia di diventare il posto preferito in cui riversare la nostra smania 2.0 di scrivere, con la possibilità di guadagnare qualche euro.

Leggo infatti che nei buoni propositi della startup (ora in fase beta, quindi se andate su myblogjournal.com nella speranza di leggere qualcosa vedrete solo una pagina di presentazione che vi invita a lasciare il vostro indirizzo di e-mail per essere eventualmente invitati)… nei buoni propositi della startup c’è quello di retribuire i bloggeristi con il 70 percento dei guadagni delle inserzioni. Mica male no?

Ora, mettiamo che qualcuno di noi, regolarmente o sporadicamente si trovi a produrre contenuti interessanti… quella di myblogjournal.com può essere una finestra  per sfogare la propria voglia di raccontare la realtà che lo circonda rischiando anche di guadagnare qualcosa. Penso a cronache di partite di calcio, recensioni di dischi, concerti, eventi, articoli di approfondimento e scenario…

Qualcuno potrebbe ragionevolmente chiedere perché parlo in modo sintetico e approssimativo di un argomento trattato così a fondo da downloadblog.it qui.

Il motivo eccolo qui: VOGLIO UN INVITO PER VEDERE LA PIATTAFORMA!

Ciao,
Marco di running.menstyle.it

netlog.com, ancora social networking

Pubblicato su social networking con i tag il Venerdì 11 Aprile 2008 da supersalute

Qui non stiamo parlando di un nuovo ammennicolo appena nato o in beta testing per il Social Networking, ma di una piattaforma dove 28 milioni di persone già convivono da tempo: netlog.com.

Ho creato il mio account in una manciata di secondi (http://it.netlog.com/marcomorello), ho smanettato alla ricerca di amici (non sono riuscito a trovare nessuno, ma miravo ad altro) e in pochi minuti ho pubblicato un post, mi sono iscritto ad alcuni gruppi sulla corsa (running) nei quali ho lasciato un commento, ho caricato un paio di foto e SOPRATTUTTO ho creato un SONDAGGIO.

Tutto e’ molto chiaro, semplicissimo, di facile accesso.

Se avessi voluto lasciare libero il mio cervello di formulare la solita domanda da assetato di business (come guadagnano questi?) la risposta l’avrei avuta lì sotto il naso grazie a quei pochi minuti in cui ero stato in grado di fare tutte quelle cose, ovvero guadagnano da:

  1. Adsense di Google
  2. Estensioni a pagamento del servizio
    (hanno una funzione METTI SOTTO I RIFLETTORI che ti consente di dare visibilità alle informazioni che inserisci, acquistando crediti da spendere per mettere SOTTO I RIFLETTORI le notizie da portare all’attenzione di tutti).

Dai, andate a rispondere al mio sondaggio!

Ciao,
Marco di ebookitaly.net

e-book, nuove frontiere dell’inchiostro digitale

Pubblicato su cultura, scenari digitali con i tag, , , , il Venerdì 4 Aprile 2008 da supersalute

Perché uno smanettone ex-sistemista convertito al mondo della salute e del benessere dovrebbe interessarsi ai libri digitali? Il lato geek della questione è chiaro: come sbavo alle recensioni dei nuovi palmari, così mi entusiasmo per le nuove frontiere dell’inchiostro digitale (è proprio il titolo dell’incontro che ho organizzato a Perugia l’11 aprile 2008. Clicca qui per sapere tutto).

Ma l’attrazione per gli e-book reader va ben oltre la passione sfrenata per la tecnologia e per l’ultimo gadget. Qui si entra nell’ambito di questioni più alte che coinvolgono le modalità di diffusione della conoscenza e di propagazione del sapere. Una società che sa di più è in grado di effettuare scelte migliori.

Per capire meglio la portata di quello che si può definire un piccolo terremoto culturale, possiamo portare un esempio relativo a un settore affine, quello della musica. L’avvento di lettori di musica digitale con caratteristiche innovative, facili da utilizzare e venduti a costi ragionevoli, ha portato a una vera e propria rivoluzione nelle modalità di fruizione della musica.

Benché il CD non sia morto (non ancora) milioni di persone hanno comprato un iPod e hanno cambiato completamente il loro modo di ascoltare la musica.

Grazie all’iPod sono successe diverse cose, compresa quella di poter ascoltare musica che non si sarebbe mai acquistata. O di ascoltare musica in momenti in cui non la si sarebbe ascoltata. Ed è successo anche che gruppi musicali che non avevano accesso al mercato discografico sono finalmente riusciti a ritagliarsi una fetta di ascoltatori entusiasti.

I dispositivi di lettura digitali adesso hanno l’opportunità di salvare il mondo dell’editoria, l’ambiente e la nostra società dall’appiattimento culturale.

Ce lo dicono da anni: l’editoria è in crisi. Ma salvarla richiede un intervento drastico.

Il libro è un oggetto che persiste nella sua forma primordiale da secoli. La storia della musica ascoltata grazie a un supporto è storia recente e ha subìto nel suo breve periodo di vita una lunga serie di mutazioni (per cui siamo già abituati a “sopportare” i cambi di formato e la perdita della possibilità di ascoltare i formati perduti - si pensi soltanto al 78 giri: chi può sentirlo più? Solo qualche appassionato collezionista di cimeli).

La storia del libro invece lo vede sostanzialmente immutato e, per molti di noi, immutabile. La sola idea di profanare il rapporto materico tra la scrittura e le pagine stampate a molti di noi sembra un’ipotesi quasi blasfema.

Eppure che cosa succederebbe, in case sempre più piccole, in città sempre più caotiche, con oggetti - libri compresi - sempre più costosi… che cosa succederebbe se, grazie a un dispositivo come un e-book reader di ultima generazione, potessimo conservare gran parte delle letture che ci stanno a cuore in pochi centimetri di spazio? Se potessimo leggerle con la stessa qualità visiva di una stampa tipografica? Se fossimo in grado di portarci dietro decine di volumi senza doverli scegliere, organizzare, trasportare, grazie a un solo apparecchio dal peso di pochi grammi?

Non pensiamo soltanto alla lettura di piacere (ma che bello partire per le vacanze senza il cruccio di dover rinunciare a qualche libro che probabilmente, in un pomeriggio fresco e sereno, sarebbe in grado di spalancarci mondi meravigliosi). Pensiamo anche alle letture che ci servono per lavoro o per studio, alle riviste scientifiche inarrivabili perché pubblicate in altri stati, ai documenti che dobbiamo leggere per prepararci a un esame o a un incontro di lavoro… Potremmo mai portarci sempre dietro tutte quelle relazioni in PDF per poterle leggere in un momento di pausa, per esempio sulla metropolitana o in autobus? Possiamo pensare, noi smanettoni, di avere sempre dietro il nostro computer portatile (per carità, sempre più leggero, capiente e potente, ma pursempre un aggeggio poco ergonomico per la lettura in movimento)?

L’e-book reader ci consente di trasportare in poco spazio tantissime pubblicazioni. Ci permette di leggerle in modo semplice e con una qualità di lettura paragonabile a un testo stampato su di una buona carta riciclata. Ci offre l’opportunità di leggere in situazioni inaspettate. Non consuma le batterie come palmari o portatili, consentendo anche 24 ore di lettura continuativa senza la necessità di essere ricaricato.

Dal punto di vista dell’editoria, inoltre, consente un altro genere di sviluppo. Autori che non trovano sbocco nel mondo editoriale, sempre più legato al marketing e sempre meno alle finalità culturali, avrebbero l’opportunità di autoprodursi con costi accettabili, consentendo al mondo culturale di arricchirsi e di sviluppare le proprie potenzialità. E autori che, pur di sopravvivere (editorialmente parlando) assecondano le limitazioni o le richieste dell’editore, potrebbero permettersi ambiti di piena autonomia in un mercato parallelo, di nicchia ma dalle potenzialità inesplorate.

Penso alla tendenza del web di oggi, che ha messo in evidenza il valore delle nicchie, dei piccoli gruppi di persone fortemente motivate, contrapposti al mercato di massa che i mezzi di comunicazione di massa e i prodotti di massa cercano di omogeneizzare con messaggi e prodotti medi (o mediocri) che possano andare bene per tutti. A discapito di qualità e a detrimento di ogni sostanza culturale.

L’e-book ha le carte in regola per fare il suo onesto lavoro di salvatore della cultura universale. Il costo degli apparecchi è destinato a scendere in poco tempo. Le modalità di vendita sono destinate a cambiare (immagino un’evoluzione paragonabile a quello che adesso è uno dei modi di vendere il telefono cellulare: non compri un telefono ma un abbonamento a un servizio che include il comodato d’uso dell’apparecchio). I contenuti potranno soddisfare le curiosità di piccoli gruppi fortemente interessati ad argomenti molto specifici (esperti di marketing, lo sapete anche voi che questo è un valore). Lungi dall’auspicare una società del “tutto gratis per tutti,” sarà certamente possibile pensare che una grande fetta dei contenuti al di fuori del diritto d’autore (ma anche quelli pubblicati nella modalità creative commons secondo il concetto del copyleft - guardate che ci sono fiorfiore di romanzi liberamente scaricabili!) sarà disponibile gratuitamente.

Capiterà così una cosa fenomenale: si leggerà di più. Si leggeranno cose migliori. Si potranno leggere documenti ai quali sarebbe stato altrimenti difficile accedere (perolomeno comodamente). Il livello culturale della nostra società crescerà.

Come per la musica, il mercato tradizionale non morirà. Dopo aver letto un libro digitale che ci piace da morire, ne compreremo una copia cartacea da regalare a un amico che non ha il reader (o la compreremo per noi stessi, così come accade a volte per i CD - prima scopro un musicista scaricandolo dal web e poi corro a comprare, digitali o meno, tutti i suoi lavori).

Le librerie non chiuderanno. Come non hanno chiuso i fotografi o i negozi di dischi. Ma si adegueranno. Immagino distributori di ebook nelle nostre librerie del cuore, dove arrivare con il dispositivo in mano (o con una scheda o senza nulla, che la scheda ce la daranno loro) e scaricare per pochi euro blocchi di libri - per genere, per autore, per parola nel titolo, per argomento trattato… “Mi scarichi sul mio iLiad tutti i libri che parlando di web 2.0, grazie.”

Se mi sono appassionato a questo argomento tanto da inserirlo tra le mie attività di business è perché credo che diffondere i dispositivi per la lettura digitale servirà a diffondere la cultura. Compresa quella fetta di cultura che mi sta a cuore per questioni di salute e di lavoro.

Chiederò ai medici che conosco di scrivere monografie da vendere a pochi euro sul sito. E loro le scriveranno non solo perché offriranno loro l’opportunità di una grande visibilità, ma anche perché pur vendendole, per esempio, a 5 euro a copia, consentirebbero loro di guadagnare le stesse cifre (ma anche molto di più!) rispetto a quello che guadagnano adesso con l’editoria tradizionale. Pensate che nella catena di ideazione produzione promozione distribuzione di un libro, un volume dal costo al pubblico di 17 euro porta all’autore 1 euro di guadagno. Su un oggetto che si vende a 5 euro, l’autore ne potrebbe guadagnare 2 o anche 3!

La diffusione dei libri digitali quindi può portare soltanto benefici. Adesso che gli schermi riproducono con grande fedeltà l’esperienza di lettura della carta (non sono retroilluminati e si leggono PERFETTAMENTE alla luce del sole), l’unica cosa da aspettare è che i prezzi, nei prossimi due o tre anni, calino drasticamente.

Il prezzo sarà giusto quando sarà intorno ai 300 euro per un prodotto top (che consenta di leggere, scrivere e ascoltare) e tra i 100 e i 150 euro per un prodotto base. Considerando che adesso uno dei più bei lettori in commercio (Cybook) costa 339 euro, non siamo tanto lontani dal giorno in cui tutti potremo comprarci un e-book reader.

Siete in grado di immaginare quanti milioni di tonnellate di carta potrebbero essere risparmiati grazie a questa piccola rivoluzione? Già adesso qualcosa sta succedendo, nel passaggio dalla lettura dei quotidiani su carta alla lettura sul computer o sui dispositivi mobili (palmari e telefoni mobili).
E l’e-book reader consuma addirittura meno energia di un cellulare!

Marco di supersalute.com

Striscerosa, parcheggi per le mamme col pancione

Pubblicato su mamme, petizioni il Domenica 30 Marzo 2008 da supersalute

Se siete in dolce attesa, se vete sperimentato il parcheggio selvaggio in tripla fila per portare un neonato a una visita di controllo, se vi è capitato di percorrere un chilometro sotto la pioggia con passeggino - e immancabile borsa attrezzata al seguito - per raggiungere un negozio di articoli per l’infanzia, forse l’argomento non vi sarà indifferente.

Quimamme.it e FIAT Idea hanno lanciato la campagna di sensibilizzazione al tema dei parcheggi facilitati per mamme incinte o con bimbi piccoli al seguito. Hanno anche creato un sito apposito (striscerosa.it) dove si può firmare una petizione per sostenere l’iniziativa.

Se ne parlo qui non è solo perché l’idea mi pare interessante, ma è anche perché il progetto scaturisce (così dicono a quimamme.it) dalle richieste ricevute da parte di tante mamme con lo stesso problema. E il sito, che ha alle sue spalle il Corriere della Sera, si è attivato per trovare il modo di risolvere un problema reale, espresso da un tam tam di mamme in rete.

Che si tratti di un magico mix tra marketing (FIAT e Corriere della sera) ed esigenze reali, mi piace comunque che si cerchino strade parallele per semplificare la vita delle mamme, in attesa che Stato e società civile prendano decisioni più corpose a sostegno della maternità.

Domandona: ma le strisce rosa valgono anche per i papà impacciati che si muovono incerti tra copripasseggini, borse strabordanti e piccole creature urlanti?

Marco di supersalute.com

13 marzo

Pubblicato su 13 marzo, Diego Biasi, auguri, compleanno, twitter, web 2.0, web 3.0 il Giovedì 13 Marzo 2008 da supersalute

Il 13 marzo è il mio compleanno (Marco Morello compie 38 anni, nel 2008). Ed è anche il compleanno di Diego Biasi (su twitter è @diegoman, presto tutti a fargli gli auguri!). Ci siamo chiesti COME LO FESTEGGIAMO IN STILE WEB 2.0? Ce lo siamo chiesto perché siamo ancora due ragazzini che s’appassionano per i nuovi giocattoli.

Non abbiamo trovato il modo e ci siamo fatti gli auguri via e-mail, ma su faccialibro, tanto per dire che comunque un po’ di 2.0 c’è. Siamo anzi sbilanciati così tanto verso il web 3.0 che presto saranno le nostre reciproche reti interconnesse ad augurarsi un sacco di cose tra loro.

Gli amici di twitter invece mi hanno festeggiato così [lista in aggiornamento]:

  • Niki1601 Canta tanti auguri a te @morello :D
  • tirebouchon @morello hoy es tu dia! guarda un pò qui http://tinyurl.com/yv8p43
  • oskarnrk ritorna ad affogare nel web2.0 salutando tutti voi e facendo gli auguri a @Morello :D
  • Niki1601 @morello figurati :) cento di questi giorni
  • fraaaa @morello auguriiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • consy @morello ehi ma auguri :)
  • tirebouchon @consy puoi incominciare a fare un maglione per morello per il prossimo compleanno è pronto :) carina la foto della calza
  • daneelolivaw (messaggio corto ma breve) Auguri Marco!
  • pandemia :) auguri!!

Alcuni servizi ai quali sono iscritto mi hanno mandato un’email auau (automatica augurale). Parentistretti.it mi ha scritto un po’ in tedesco e un po’ in italiano, quindi non so bene che cosa mi volesse dire. Su parentistretti.it voglio dire io una cosa, invece: costruire l’albero genealogico della propria famiglia e di quelle correlate può essere sorprendente. Puoi scoprire che con il solo ausilio dei tuoi parenti sei in grado di invadere la Kamchatka!

Fuori dal web due, invece, e-mail ed SMS la fanno da padroni. La mamma e i familiari preferiscono il telefono. Ma si affaccia una nuova modalità: il bacio sulla guancia. Non sarà troppo analogico?

Io però lo gradisco. Specie se accompagnato da un abbraccio caloroso o da una strizzata alla spalla. Nell’economia dei sentimenti sono proprio old economy (anzi, solo old!).

Tanti auguri a me!
Marco di supersalute.com
— — — — — — — — — — —
seguimi su twitter
leggimi sul BLOG di supersalute
guarda i miei twimbler

Connettività mobile

Pubblicato su connettività, h3g, tre il Mercoledì 12 Marzo 2008 da supersalute

Noi che ci occupiamo di contenuti generati dagli utenti, perché siamo anche utenti che generano contenuti, abbiamo molto a cuore la possibilità di essere sempre connessi.

Sfruttando hotspot pubblici o semplicemente aperti, rubando reti wireless nelle sedi che ci ospitano, collegando cavi disgraziati sotto scrivanie polverose quando ci si trova in uffici antiquati, aspettiamo il WiMax e la promessa della connettività permanente e senza limiti a costi accettabili. Nel frattempo i più temerari si avventurano nelle cosiddette “offerte dati” delle compagnie telefoniche.

Come ho già detto su MLIST, però, non tutti gli operatori rendono difficile l’accesso alla connettività mobile. TRE (H3G), per esempio, per noi utenti con contratto business ha una tariffa facile da attivare e da capire. Si tratta di B.Fast. Costa 9 euro al mese (che si aggiungono al proprio piano tariffario business) e consente di effettuare 5GB di traffico SETTIMANALE. Se hai un telefono UMTS vai alla velocità dell’UMTS. Se hai un telefono HSDPA vai fino a 3,6Gb.

Io che twitto la sera e la mattina dal cellulare (su m.twitter.com - non so perché ma io Fring non riesco a usarlo!), che leggo la posta sul mio vecchio N70 (sia quella aziendale sia quella di gmail), che leggo i feed tramite Google Reader mentre faccio colazione, che ascolto la webradio tramite il client Mundu Radio (compatibile con il mio vecchio Nokia!!!) e che uso il telefono come modem per accedere a Internet, io non li consumo, quei 5GB. Ma trovo molto civile averli a disposizione. Trovo molto sensato non costringermi a fare strani conteggi, a valutare se sia opportuno accedere a Internet tramite cellulare alle 15:45 o se sia invece un pericoloso momento extrasoglia. I 5GB mi danno l’agio di far vedere le foto di mia figlia dal mio account picasaweb mobile, di inserire un post con foto, di caricare, volendo, anche un video… Senza dovermi preoccupare di aver a disposizione una manciata di MB al giorno o di pagare fantasmagoriche e imprevedibili cifre per eventuale traffico extrasoglia, extraorario…

Quei 5GB a 9 euro al mese sono l’adesivo che mi tiene incollato a TRE. Che mi fa resistere alle allettanti promesse degli altri operatori, che offrono davvero tanto (tantissimo, lo sapete) per strapparti al tuo gestore. Ma non offrono - nessuno - una tariffa per la connettività paragonabile a questa.

Scrivendo questo post, scopro inoltre che TRE offre addirittura la possibilità di acquistare un pacchetto completo di computer+connettività, pagando solo un canone mensile. I computer che offrono non sono certo il top di gamma e qualunque professionista che necessita di un po’ di potenza di calcolo non se ne fa nulla del loro processore da 1,6GHz. Ma chiunque utilizzi posta elettronica, servizi web e poco più (twitter, certo, twitter sempre e ovunque!) avrà tutto il necessario per essere sempre connesso, senza sorprese, a un costo ragionevole.

In attesa di WiMax.

La mia VIDEODOMANDA per web to web

Pubblicato su video, videodomanda, web a web, web reputation, web tv il Lunedì 10 Marzo 2008 da supersalute

Per la terza puntata di web to web ho registrato una videodomanda (vanno tanto di moda!!!) alla quale avrei voluto avere una risposta. Ma la videodomanda (sic!) è andata in onda ALLA FINE DELLA TRASMISSIONE*, quindi nessuno mi ha potuto rispondere.

Qualcuno ha voglia di cimentarsi in una riposta? Vanno bene videorisposte, commenti a questo post, email, twit. L’argomento, per noi PRINCIPIANTI è interessante.

Marco di supersalute.com
— — — — — — — — — — —
seguimi su twitter
leggimi sul BLOG di supersalute

NOTA
*Il mio video è andato in onda alla fine della trasmissione perché l’ho inviato senza preavviso, con un ritardo inaccettabile, in un formato non idoneo e tutti si sono messi in moto al volo per riuscire a metterlo comunque in onda. Ringrazio tutti per la pazienza e la consueta competente e amichevole disponibilità.

Alla scoperta di Technorati

Pubblicato su UGC, blog, technorati, user generated content, web 2.0 il Lunedì 10 Marzo 2008 da supersalute

Technorati è un “osservatore” di blog. Se volete un aggregatore dove raccogliere in una stessa home page tutti i blog che preferiamo. Potremmo inoltre definirlo (come fa wikipedia) un motore di ricerca per blog, se il suo lavoro però non fosse molto più ampio di quello di un motore. E’ vero infatti che su technorati è possibile effettuare ricerche che daranno i loro risultati solo scartabellando tra i blog (senza quindi scandagliare la rete alla ricerca di siti, forum, gruppi ecc.). Ma il lavoro di questo servizio è molto più ampio. Divisi per categoria, infatti, i blog di tutto il mondo vengono aggregati, categorizzati e utilizzati come un enorme serbatoio di notizie da pubblicare come in un vero e proprio portale dico ntenuti.

Se i blogger registrano il loro blog su technorati, non è soltanto per farlo entrare in un circuito di blog internazionali e avere la chance di essere letti da qualche appassionato di radiomodellismo oltreoceano, ma è anche perché technorati dà un valore ai blog marchiandoli con un numero che rappresenta la loro AUTHORITY. Il valore dell’authority è legato al numero di siti collegati al blog (badabén, ho scritto NUMERO DI SITI - o blog - e non NUMERO DI LINK). Più siti linkano al tuo blog più il tuo è considerato autorevole.

Molti blogger inseguono questo e altri numeri (come i link) che sulla carta (!) dovrebbero indicare il valore di un blog. In pratica decine di migliaia di blogger mettono in atto stratagemmi più o meno raffinati per aumentare il valore della propria authority o quello dei link, quindi - nonostante i criteri apparentemente scientifici - non è detto che leggendo un blog con un’authority di rilievo stiamo anche frequentando un blog autorevole nel suo settore.

Technorati resta però un ottimo strumento per scandagliare il mondo dei blog. Provate a fare una ricerca con una parola chiave di vostro interesse. Probabilmente la blogosfera sarà in grado di stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci.

Marco di supersalute.com
— — — — — — — — — — —
seguimi su twitter
leggimi sul BLOG di supersalute